Il Progetto Scientifico
| Nel processo
di integrazione europea è emerso il diverso retroterra
sociale e culturale con il quale, da un parte i paesi centro-settentrionali
e dall'altra quelli centro-meridionali, si sono presentati
all'appello. Ne sta derivando non solo una nuova riflessione
sull'identità dell'Europa mediterranea ma si vanno
moltiplicando le iniziative culturali volte a evidenziare
le peculiarità di quell'"altra Europa" che
spesso rischia invece di risultare emarginata dalla rilevanza,
politica ed economica, dell'Europa centro-settentrionale.
Diverse ragioni di interesse culturale e scientifico inducono
allora a mettere l'Europa meridionale e mediterranea al centro
dell'attenzione. Si tratta di un'area geopolitica, tra l'altro,
i cui paesi sono stati accomunati sia dalla persistenza di
prevalenti società rurali sia dalla presenza, nel Novecento,
di regimi autoritari, con tutti i problemi di un loro superamento
e di un consolidamento democratico nel processo di modernizzazione;
basti pensare all'Italia, alla Spagna e al Portogallo, ma
anche alla Grecia e alla Turchia.
Eppure negli spazi del Mediterraneo le relazioni tra i gruppi
umani trovarono generalmente una loro unità grazie
alla interdipendenza tra campagne e centri urbani e quindi
attraverso le reti di città e borghi. La vita sociale
fu influenzata dai fattori diversi della politicizzazione:
i luoghi aperti della socializzazione favoriti dal clima ma
anche le tradizioni comunitarie, la produzione intellettuale
e le istituzioni locali. Ancor prima che la dimensione statale
e nazionale affermasse una generale cornice amministrativa,
nell'Europa mediterranea furono i diversi spazi territoriali
(comunità e municipi, aggregazioni sovralocali e regioni)
a rappresentare i luoghi tanto delle identità culturali
quanto di quelle politiche. Si determinarono culture politiche
territoriali non solo coese ma capaci spesso di guidare la
modernizzazione della vita sociale e economica.
In anni recenti si è aperto un campo di ricerca comparativo
sui processi civilizzazione nel più ampio e articolato
spazio dell'Europa meridionale e mediterranea. Nel 1995, un
gruppo di lavoro franco-italo-spagnolo si formò con
l'intento di rilanciare in prospettiva comparata e per l'Europa
meridionale le numerose acquisizioni scientifiche che si debbono
agli studi di Maurice Agulhon sull'apprentissage alla politica
nelle campagne della Francia mediterranea.
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| Nel febbraio
del 1997 ne conseguì un convegno internazionale, svolto
a Roma e laddove la politisation delle campagne tra Otto e
Novecento, venne indagata attraverso le esperienze di diverse
storie nazionali europeo-mediterranee (francese, italiana,
spagnola, portoghese, greca). Nel maggio del 1999 a Viterbo,
su iniziativa dello stesso gruppo di lavoro, si tenne un secondo
convegno internazionale sulle trasformazioni delle principali
società rurali mediterranee (francese, italiana, spagnola)
nel corso del Novecento.
Il lungo periodo", la
comparazione, una differenziata dimensione spaziale (in primo
luogo regionale) e un approccio interdisciplinare risultarono
i caratteri prioritari di quei lavori, con lo scopo di immettere
il mondo contadino nell'analisi sui processi di integrazione
nello stato nazionale e sulla politicizzazione della vita
di relazione tra i gruppi sociali, attraverso un utilizzo
privilegiato di categorie sociali come quella della sociabilità.
Nell'intento di misurare l'incontro tra "grande politica"
e "piccola politica", è stato possibile coniugare
interessi di storia associativa e istituzionale con inclinazioni
di storia sociale e antropologico-culturale, vale a dire percorsi
di ricerca che nello studio del processo di modernizzazione
rimangono spesso disgiunti. Basti pensare a temi come il rapporto
tra potere centrale e potere locale, lo spazio simbolico della
nazione e della cittadinanza, i sistemi e le pratiche elettorali,
i linguaggi della comunicazione e le rappresentazioni letterarie;
ma ancora a questioni come i quadri sociali ed economici comunitari
in cui le nuove idee penetrano e si confrontano con le culture
tradizionali. Ne è derivato un ampio e fertile campo
di ricerca storica, in larga parte, da dissodare.
Dando continuità alle iniziative promosse dal gruppo
di lavoro suddetto, il Centro Studi di Storia dell'Europa
Mediterranea vuole farsi interprete di un progetto più
ampio e articolato di ricerche, nel solco di quell'approccio
interdisciplinare e comparativo che già risultati di
rilievo ha prodotto. Lungo tale direzione il Centro promuoverà
il rapporto con istituzioni scientifiche che fuori d'Italia
perseguano analoghe finalità.
13 febbraio 2001 |
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