| L’espansione
urbana di Roma nel secondo dopoguerra: il ruolo della Società
generale immobiliare |
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Bruno Bonomo, Università
della Tuscia, Viterbo
Tutor prof. Matteo Sanfilippo
Nei decenni del secondo dopoguerra, Roma ha vissuto
il più intenso processo di espansione urbana della sua storia
da capitale italiana. Soprattutto in virtù dei consistenti
flussi di immigrazione, provenienti in diversa misura da tutte le
regioni italiane, la popolazione è cresciuta in appena un
quarto di secolo, tra il 1945 e il 1971, da 1.500.000 a 2.800.000
abitanti circa.
A queste dinamiche demografiche hanno corrisposto un’enorme
dilatazione del tessuto urbano ed un’intensa espansione del
costruito: in soli vent’anni, tra il 1951 ed il 1971, il numero
di abitazioni è passato infatti da 320.000 a 870.000 circa.
Nonostante l’opzione di molti urbanisti
a favore di uno sviluppo orientato lungo una o più direttrici
privilegiate, la crescita della città è sostanzialmente
avvenuta “a macchia d’olio”, con un’espansione
dell’abitato in tutte le direzioni.
A determinare questa circostanza, hanno potentemente concorso le
spinte provenienti dalla grande proprietà fondiaria, interessata
alla valorizzazione dei propri terreni tutto intorno alla città.
A fronte di tali pressioni, i poteri pubblici, ed in particolare
l’amministrazione comunale, non hanno impostato un coerente
progetto di espansione ispirato a criteri di utilità generale.
La città è dunque cresciuta in maniera disordinata,
secondo modalità e tempi dettati prevalentemente dall’interesse
privato, con grave danno della cittadinanza, che ha dovuto fare
i conti con un mercato dell’abitazione poco accessibile alle
classi popolari, e ha dovuto scontare una generale inadeguatezza
dei servizi collettivi e delle reti di trasporto.
Molta parte degli studiosi che, da diverse angolature
disciplinari, hanno affrontato il tema dell’espansione urbana
del secondo dopoguerra, hanno adottato il paradigma interpretativo
secondo cui la crescita della città è stata guidata
dalle logiche e dai meccanismi della grande proprietà fondiaria
e della speculazione edilizia, con la complicità dell’amministrazione
capitolina.
In quest’ottica, pur messa in discussione da alcuni recenti
contributi, la Società generale immobiliare, comunemente
nota come Immobiliare tout court - uno dei maggiori proprietari
fondiari e probabilmente il più importante promotore edilizio
della città - è assurta a simbolo delle forze della
speculazione che hanno condizionato negativamente il processo di
crescita della capitale.
È quindi sull’attività dell’Immobiliare
a Roma, e sul ruolo svolto nello sviluppo urbano del secondo dopoguerra,
che verte la ricerca che qui si presenta. Essa è articolata
sostanzialmente a due livelli.
In primo luogo, una panoramica cittadina degli interventi della
società dagli anni Quaranta in poi, che contempli sia quelli
effettivamente realizzati che quelli che non hanno avuto attuazione,
nell’intento di ricostruire l’idea di città proposta
dall’Immobiliare e di verificare la qualità delle sue
realizzazioni e l’effettivo impatto sulla crescita urbana.
Si è poi scelto di studiare un intervento particolare, il
quartiere delle Valli nella zona di Montesacro - Prati Fiscali,
per analizzarne più nel dettaglio la genesi e lo sviluppo,
anche in riferimento alle previsioni del Piano regolatore ed al
rapporto della società con gli organi comunali, e valutarne
complessivamente le caratteristiche, sotto il profilo della tenuta
urbanistica, della dotazione di servizi e della qualità della
vita.
Tra le fonti principali per la ricerca, segnaliamo
il fondo dell’Immobiliare stessa, versato all’Archivio
centrale dello Stato negli anni Novanta, dopo il fallimento e la
liquidazione della società. Si tratta di un archivio d’impresa
sostanzialmente completo, che offre la possibilità di accedere
ad un’ampia gamma di documenti, dai verbali delle sedute degli
organi societari ai progetti architettonici, dalla documentazione
fondiaria e fiscale a quella dei cantieri, dai contratti di vendita
delle unità immobiliari al materiale fotografico e audiovisivo.
Pur se in corso di riordinamento ed inventariazione, e consultabile
quindi solo in parte e con qualche difficoltà, questo fondo
presenta un enorme interesse per la storia urbana contemporanea
– anche in chiave comparativa, dal momento che l’Immobiliare
ha operato in molte città italiane ed estere – oltre
che per numerosi altri settori di ricerca.
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Sogene: storia, archivio, testimonianze, Palombi, Roma 2003.
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